4 lezioni di mindfulness spiegate da Giotto (il gatto)

La mindfulenss spiegata da Giotto (il gatto)

Questo qui sopra è Giotto. Quando l’ho trovato, un paio di giorni prima di Pasqua, aveva solo quattro giorni (forse meno). Miagolava disperatissimo in un prato (nel tempo, abbiamo scoperto che si tratta di un piccolo DramaQueen, ma quel giorno credo fosse disperato davvero). Abbiamo aspettato un po’, ma la sua mamma non è più tornata. Così l’ho raccolto, l’ho portato a casa con me, dopo la benedizione della veterinaria, che mi ha illustrato speranze e disillusioni. Era così piccino, che potevo tenerlo su una mano, mentre con l’altra gli preparavo il biberon

Io e Giotto

Io con Giotto, il giorno in cui l’ho trovato

Dai suoi 4 giorni ai 2 mesi, è stato come avere un neonato in casa: poppata ogni tre ore, pesata dopo il pasto e “…perché oggi non è cresciuto?” “Oggi è cresciuto troppo” “Respira?“. Insomma, non è stato un periodo propriamente mindfulness! Io ci provavo anche a dirmi: “Accetta che le cose vadano come vanno”, ma poi mi sfiorava l’idea di perdere quell’esserino e al diavolo l’accettazione! Questo mi ha insegnato la primissima lezione:

1. non puoi sempre vivere mindfulness

 

Ci son momenti in cui non puoi semplicemente guardare i tuoi pensieri passare e accettarli, devi aggrapparti con grinta per reagire (e, a volte, combatterli). Senza esagerare o diventare ossessivi, ovvio, altrimenti non arriviamo a una soluzione, ma rimaniamo fermi sul rimuginio e sulla disperazione impotente. La giusta dose di stress aiuta a raggiungere l’obiettivo: se troppa, rimaniamo incollati all’ansia, se troppo poca, non ci attiviamo nemmeno.

La mindfulness spiegata da un felino

Oggi Giotto ha quasi sei mesi. Cresciuto tra le mille cure umane, puoi immaginarti quanto sia affettuoso (con buoni momenti di pazzia e aggressività – il divano può testimoniare!).

Con il suo naturale modo di essere, mi ha dato tre concretissime lezioni di mindfulness (o catfulness per citare un libro sull’argomento, che ti consiglio vivamente!):

2. Fai una cosa alla volta (ADDIO MULTItasking)

Se ti sdrai a letto con un libro o con il cellualre, dopo pochi minuti arriva Giotto. Ti tira le testate, fa super-fusa, ma soprattutto ti riempie di bacini. Ci ho provato, ogni tanto, a far caso sia a lui sia al telefono, ma lui pretende attenzione esclusiva (sono lievemente egocentrici i gatti, non trovi?). Ho imparato a concedergliela. Lui è felice, la mia mente è più distesa (hai presente come ci si addormenta bene con un morbido batuffolo attaccato a te?)

3. CONCEDITI (ALMENO) UN MOMENTO DI OZIO AL GIORNO

Ok, Giotto se ne concede svariati ed è un vero maestro in questo! Io e te, invece, abbiamo moltissime cose a cui pensre, il nostro mondo è una continua corsa. Possiamo, però, imparare ad apprezzare e a goderci di più le pause che ci concediamo.Te lo racconto ogni giovedì su Instagram e su Facebook con l’hashtag #5minutiperte

Dobbiamo imparare a oziare: serve a ricaricarci per le future corse. Il mantra di mindfulness felina in questo caso è: il magico potere dell’ozio!

4. ACCETTA TUTTE LE TUE PARTI

Se hai un gatto, lo sai: un secondo prima dorme tranquillo, un secondo dopo sta correndo verso misteriose prede. Ma soprattutto, un attimo prima pretende le coccole e un attimo dopo ti ritrovi una zampata secca in faccia. -_-‘

Loro la vivono tranquilli, noi rimaniamo lì un po’ perplessi. In questo, però, i felini ci danno un’altra importante lezione di mindfulness: imparare ad accettare tutte le nostre parti, positive o negative che siano. Certo, non possiamo permetterci di schiaffeggiare la persona con cui stavamo amabilmente conversando. Tuttavia, possiamo iniziare a far pace con il fatto che ognuno di noi abbia pari più luminose e parti più ombrose: comprenderle e accettarle è l’unico modo per non fargli prendere, improvvisamente, il sopravvento.

 

Domani, 4 Ottobre, sarà la Giornata mondiale degli animali. Tu quali strategie di mindfulness e anti-stress hai imparato osservandoli?

Una cosa, certamente, gliela dobbiamo: loro mettono in atto le proprie strategie, senza star troppo a pensare a quelle preconfezionate. E’ quello che ti propongo nel corso #iononmistresso: 3 moduli di esercizi in cui imparare a gestire lo stress seguendo i tuoi tempi e il tuo modo di essere. Bandita la teoria e le strategie preconfezionate!

About The Author

Alessia Romanazzi

Psicologa e psicoterapeuta. Aiuto le persone ad affrontare momenti di stress temporanei o prolungati. Insieme cercheremo la tua personalissima soluzione per superare il momento critico.
Mi trovi in studio a Saronno e a Milano. Attraverso Skype in tutto il mondo!

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