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Dieta ipocalorica e fame nervosa

DOVEROSA PREMESSA:

Le informazioni contenute in questo articolo sono valide SOLO da un punto di vista psicologico. Per il punto di vista medico-nutrizionale, dovete necessariamente rivolgervi a un esperto (dietologo, nutrizionista, dietista).

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Nuovo anno, stessa solfa, vedo!

Vabbé, ormai lo sapete che le premesse sono necessarie qui sopra!

Questo è il periodo dell’anno in cui moltissime persone decidono di mettersi a dieta. Sono appena passate le feste (e relative mangiate!) e si inizia a intravedere l’estate. Cioè, non è che proprio si veda, ma ci si pensa dai.

In molti casi, quello che sento dire è: “Aaah passate le feste, mi metto a stecchetto, palestra tutti i giorni, non si sgarra più!“. Perfetto -_-
Vediamo come si traduce la faccenda per chi soffre di fame nervosa e, più nello specifico, di Binge Eating Disorder.

La dieta ipocalorica per chi soffre di fame nervosa

In genere, chi arriva da me con un problema di fame nervosa o Binge Eating Disorder di diete ne ha provate moltissime. Spesso, le diete hanno funzionato eppure queste persone hanno sempre ripreso i chili persi (talvolta con gli interessi). Un vero e proprio yo-yo lungo una vita, su e giù con il peso, su e giù anche l’umore (e, attenzione, perché spesso è il peso che segue l’umore non il contrario eh?!).

Lo abbiamo visto più volte (qui c’è anche l’infografica), quello della fame nervosa è un vero e proprio circolo vizioso: si decide di mettersi a dieta strettissima, a un certo punto si cede all’abbuffata, poi ci si sente in colpa e si decide di mettersi di nuovo a dieta strettissima. Un circolo di frustrazione crescente, insomma (voi notate un punto allegro in questo cerchio? Un momento di vera spensieratezza?).

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E’ un mondo difficile…!

Cosa non funziona nelle diete ipocaloriche per chi soffre di fame nervosa?

Le diete ipocaloriche (o, più in generale, le diete molto strette) hanno due grosse caratteristiche: hanno limiti strettissimi e non sono per niente flessibili.

Le persone che soffrono di fame nervosa hanno difficoltà proprio in queste due aree. Anzi, mi spiego meglio: faticando a darsi limiti da sole, si trovano perfettamente in situazioni che prevedono dei limiti ben precisi, meglio se stretti e poco flessibili, perché sanno in modo netto cosa devono fare, lasciando poco spazio per le sfumature e le indecisioni. Spesso, infatti, si tratta di persone che funzionano in maniera “on-off/tutto o niente”.

Ora voi starete pensando: “Beh dove sta i problema? Se hanno le stesse caratteristiche, significa che è la dieta perfetta per loro!“.

Il problema è che, così facendo, si vanno a perdere i chili, perché chi soffre di fame nervosa, nei primi periodi di dieta è ligio al dovere, ma quando i limiti iniziano ad allentarsi (ad esempio, nella fase di mantenimento), ecco il patatrac. I chili vengono recuperati in maniera velocissima (sia per ragioni psicologiche, sia per ragioni fisiologiche connesse alle diete strette).

Questo accade perché si vanno a perdere chili, senza aver lavorato sul “problema” psicologico che li ha fatti accumulare. Ma, soprattutto, perché si è scelto una dieta che va a rinforzare le dinamiche che caratterizzano la fame nervosa.

Le persone che soffrono di fame nervosa, spesso, 
non sanno rispondere alla domanda: “Che cosa mi va?” e una dieta stretta permette di rispondere 
al loro posto, di non affrontare la faccenda. E’, per certi versi, più semplice, ma non permette di lavorare sui bisogni che scatenano la fame nervosa.

Dieta ipocalorica e fame nervosa | L’articolo in versione video

Fame nervosa e sacrificio

C’è un altro punto, poi, per cui queste diete vengono scelte da chi soffre di fame nervosa: costano grossi sacrifici.

Chi soffre di fame nervosa e Binge Eating, spesso, fa una grande fatica ad ascoltare i propri bisogni (Che cosa voglio? Che cosa mi va? Posso fare questa cosa per me stesso? ). I bisogni degli altri vengono sempre prima.

Una dieta che richiede sacrifici così alti gli confermano di non avere bisogni, di poter tollerare qualunque cosa. Perfetto. Peccato che proprio quei bisogni che non vengono mai ascoltati sono tradotti in richiesta di cibo! 

Qual è la “dieta migliore” per chi soffre di fame nervosa?

La “dieta migliore” per chi soffre di fame nervosa e Binge Eating è quella poco rigida (salvo controindicazioni mediche). Ho visto raggiungere i migliori risultati con le diete costruite insieme al paziente, seguendo gli alimenti che piacciono e che non piacciono (nei limiti nel possibile), lasciando spazio al gusto e alla sperimentazione. Sono le diete che danno spazio ai bisogni e all’ascoltarsi, con professionisti che non sgridano, ma ascoltano. Sono le dite in cui non si parla di forza di volontà, ma di necessità. Ci vorrà, forse, un pochino più di tempo per perdere peso, ma saranno più difficili le ricadute.


E poi, che diamine, chi soffre di fame nervosa di tempo non se ne concede mai, almeno per mangiare, prendersi cura di sé e rimettersi in forma (se necessario) glielo vogliamo concedere o no?! 😉

About The Author

Alessia Romanazzi

Psicologa e psicoterapeuta. Aiuto le persone ad affrontare momenti di stress temporanei o prolungati. Insieme cercheremo la tua personalissima soluzione per superare il momento critico. Mi trovi in studio a Saronno e a Milano. Attraverso Skype in tutto il mondo!