L’esaurimento nervoso non esiste (o forse sì)

Esaurimento nervoso non esiste | Cos'è, sintomi, cosa fare

Buongiorno, avrei bisogno di un appuntamento
Certamente, posso chiederle in linea di massima le motivazioni? Così cerco di capire se posso esserle d’aiuto io in prima persona o meno“.
Sì, ho avuto un esaurimento nervoso” .

Nel linguaggio comune la dicitura “esaurimento nervoso” è diffusissima. In genere, la usiamo per fare riferimento a un periodo in cui mancano totalmente le forze per fare qualunque cosa, in cui ci si sente totalmente esauriti e incapaci di affrontare le più semplici attività quotidiane.

Nel linguaggio clinico, tuttavia, l’esaurimento nervoso non esiste.

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In che senso scusa?

Lo so, è sconcertante. Eppure, nel DSM, il manuale che contiene tutte le diagnosi possibili, anche quelle non gravi (tipo disturbo da lutto, ansia..), non c’è posto per l’esaurimento nervoso. I clinici (medici, psicologi…) spesso utilizzano comunque questa dicitura facendo riferimento a un mix di sintomo a cavallo tra l’ansia e la depressione.

La diagnosi che, forse, è più vicina al concetto di esaurimento è quella di Disturbo dell’Adattamento, ossia “lo sviluppo di sintomi emotivi o comportamentali in risposta a uno o più eventi stressanti identificabili, che si manifestano entro 3 mesi dall’evento“. Il Disturbo dell’Adattamento comporta una forte sofferenza (spesso sproporzionata rispetto all’evento stressante) e compromette il funzionamento lavorativo, sociale etc. In genere, si presenta insieme (si dice, in comorbilità) con altri disturbi/diagnosi, come l’ansia, gli attacchi di panico e forme depressive.

Effettivamente, nella pratica ho idea che esistano casi di “esaurimento” (ma a questo punto, la formula più corretta sarebbe “casi di disturbo dell’adattamento”). Tuttavia, in letteratura scientifica, evidentemente, non è mai stato riscontrato un campione di persone sufficiente a supportare una diagnosi (quella che può andarci più vicino è la sindrome da burn-out, che non esiste comunque nel DSM, ma è riconosciuta dall’OMS. Del burn-out in un altro TeaPost, perché è una forma di stress strettamente legata all’ambito lavorativo).

Vediamo insieme quali sintomi riguardino il cosiddetto esaurimento nervoso (sempre nel parlare comune).

Cos’è l’esaurimento nervoso?

In genere, chi dice di aver avuto un esaurimento fa riferimento a sintomi quali:

  • Forte debolezza e senso di affaticamento cronici (anche dopo un minimo sforzo, fisico o mentale, la persona sente di non avere più energie).
  • Indolenzimento e ansia generalizzata.
  • Difficoltà a concentrarsi e rilassarsi e/o disturbi del sonno.
  • Facile irritabilità.
  • Apatia e/o mancanza di piacevolezza.
  • Sintomi fisici, quali vertigini, mal di testa e un senso di generale instabilità.

Tutti questi sintomi incidono in modo significativo sulla vita della persona, che non riesce a mantenere un buon livello di efficacia a livello personale-relazionale e lavorativo.

Esaurimento nervoso: cosa fare?

Io consiglio sempre due step:

  1. STEP MEDICO: poiché molti di questi sintomi possono essere riconducibili anche ad alcune patologie fisiche (non necessariamente gravi), è opportuno fare una buona indagine medica, per escludere eventuali patologie.
  2. STEP PSICOLOGICO: una volta escluse le variabili mediche, è opportuno prendere contatti con uno psicoterapeuta che cercherà di capire che cosa stia accadendo, perché e come risolverlo.
Se dopo aver letto questo articolo è rimasto qualche dubbio e volete togliervelo oppure volete capire quali passi fare per risolvere il problema, potete contattarmi qui.

About The Author

Alessia Romanazzi

Psicologa e psicoterapeuta. Aiuto le persone ad affrontare momenti di stress temporanei o prolungati. Insieme cercheremo la tua personalissima soluzione per superare il momento critico. Mi trovi in studio a Saronno e a Milano. Attraverso Skype in tutto il mondo!