La fame nervosa è aumentata con la pandemia?

La pandemia ha avuto un impatto sulla nostra psiche. Le conseguenze variano, ovviamente, da persona a persona a seconda del proprio punto di partenza e del modo in cui la pandemia ha impattato sulle diverse aree di vita (ha portato via qualcuno a cui volevamo bene, ha inciso positivamente o negativamente sulla nostra situazione lavorativa, ci ha imposto alcune restrizioni o al contrario non ha causato grandi cambiamenti, ci ha isolati o ci ha maggiormente avvicinati ad altri…).

Diverse sono anche le variabili psicologiche che possono essere state toccate dalla pandemia. Due settimane fa avevamo parlato degli effetti della stessa sul livello di ansia di malattia (ex ipocondria). Oggi proviamo a farci un’idea dell’impatto della pandemia sui livelli di fame nervosa.

Le misure restrittive e la fame nervosa

Le misure restrittive sono cambiate nel corso della pandemia: c’è stato un primissimo periodo di pieno lockdown a cui si è alternata un’estate, quella del 2020, mediamente libera, per poi tornare a forti chiusure (le zone rosse) nel corso dell’autunno-inverno successivo. Questi movimenti hanno avuto impatto anche sul nostro modo di fare la spesa e di alimentarci (pensiamo alla tendenza a impastare e autoprodurre nel corso del primo lockdown).

Abbiamo sentito dire spesso o abbiamo detto noi stessi come: “Durante la pandemia ho messo su molto peso”. Non tutto quel peso ha a che fare con la fame nervosa, ovviamente, ma per alcuni è stato così.

Diversi sono gli studi che ci raccontano come i disturbi del comportamento alimentare sul versante delle abbuffate (forte fame emotiva, binge eating disorder) sono aumentati nel corso della pandemia. Nello specifico caso delle abbuffate vere e proprie e del Binge Eatng Disorder, si è visto un aumento soprattutto nelle persone che avevano già un BMI elevato.

Ci sono state differenze tra le diverse fasi della pademia?

. Durante la fase 1 (lockdown) la media dei comportamenti di fame emotiva era significativamente più alta rispetto alla media degli stessi durante il periodo pre-pandemia. La parziale revoca delle restrizioni durante la Fase 2 ha influenzato i comportamenti di fame nervosa e le abbuffate; nello specifico, l’allentamento di alcune restrizioni ha aiutato le persone ad affrontare meglio la situazione

Nota: la fame emotiva/nervosa in sé non è un disturbo del comportamento alimentare, bensì una modalità di gestione delle emozioni attraverso il cibo. Se saltuaria e temporanea non rappresenta un problema né viene classificata come disturbo. In questo articolo parlo di fame nervosa perchè non solo sono aumentati i disturbi alimentari, ma anche la tendenza a gestire con il cibo le emozioni emerse durante la pandemia.

Perché la pandemia si collega alla fame nervosa?

Come sempre, le motivazioni sono soggettive e vanno ricercate non tanto nella pandemia in sé (altrimenti tutti soffriremmo di fame nervosa), quanto nelle emozioni che le diverse fasi della pandemia hanno elicitato in noi; in alcuni casi si tratta di emozioni che, anche usualmente, risultano poco tollerabili per la persona e, in taluni casi, vengono gestite attraverso l’alimentazione. Ecco qualche esempio:

  • Sentirsi impotenti, incastrati, senza le redini in mano;
  • Sentirsi privi di stimoli (noia, apatia…);
  • Sentirsi arrabbiati, irritati, frustrati;
  • Sentire di non poter dar voce a un bisogno;
  • Sentire di avere un peso sulle spalle, che affossa ogni giorno di più.
  • […]

Queste situazioni rappresentato fonti di stress per la persona, stress che alcuni hanno gestito frequentemente attraverso il cibo. Questo ha certamente alcune implicazioni in termini di salute fisica, ma non solo…

Quali sono le conseguenze dell’aumento della fame nervosa durante la pandemia?

L’aumento della fame nervosa comporta circoli viziosi che hanno un effetto negativo sul benessere psicologico:

Emozioni negative –> mangio per gestirle –> emozioni negative in seguito all’abbuffata (sensi di colpa, vergogna, tristezza, rabbia) –> iniziale comportamento restrittivo (“Mi metto a dieta ferrea”) –> ulteriore abbuffata.

Non si conoscono effetti a lungo termine.

BREVE BIBLIOGRAFIA
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  • Bemanian, M., Mæland, S., Blomhoff, R., Rabben, Å. K., Arnesen, E. K., Skogen, J. C., & Fadnes, L. T. (2021). Emotional eating in relation to worries and psychological distress amid the COVID-19 pandemic: a population-based survey on adults in Norway. International Journal of Environmental Research and Public Health18(1), 130.
  • Di Renzo, L., Gualtieri, P., Cinelli, G., Bigioni, G., Soldati, L., Attinà, A., … & De Lorenzo, A. (2020). Psychological aspects and eating habits during COVID-19 home confinement: results of EHLC-COVID-19 Italian online survey. Nutrients12(7), 2152.
  • Cecchetto, C., Aiello, M., Gentili, C., Ionta, S., & Osimo, S. A. (2021). Increased emotional eating during COVID-19 associated with lockdown, psychological and social distress. Appetite160, 105122.
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Alessia Romanazzi

Psicologa e psicoterapeuta. Aiuto le persone ad affrontare momenti di stress temporanei o prolungati. Insieme cercheremo la tua personalissima soluzione per superare il momento critico. Mi trovi in studio a Saronno e a Milano. Attraverso Skype in tutto il mondo!

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